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Articoli: Breve storia dell'interpretazione dei sogni

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10/6/2010 - I SOGNI E L'I CHING

"La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro. Leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare."

LINO CARRIERO

Nell’interpretazione dei responsi oracolari dell’ I Ching, che si tratti di sogni, vicende vissute o questioni filosofiche, si tratta sempre di dare un senso alla realtà umana. I sogni ne fanno parte a pieno titolo.
Tutto ciò che riguarda il mondo dei sogni ha affascinato l'uomo da sempre: alle proprie esigenze di razionalizzazione ha risposto individuando nei sogni voleri divini o satanici, attribuendone anche capacità guaritivo-terapeutiche, a seconda del periodo storico e del culto professato. Il sogno è, di per sé, qualcosa di enigmatico, la sua interpretazione è solo uno dei modi di provare a decifrare alcune delle sue ambiguità, ma non dev'essere l'unico possibile. Il sogno esiste in quanto mediato dal linguaggio della realtà diurna; come se tutti i sogni sognati fossero veri e quelli raccontati falsi: per Berry sono quindi applicabili al sogno le leggi della narrativa, non esiste sogno se non come narrazione. E qui ci rifacciamo a Jung ed alla struttura drammatica del sogno, con la consapevolezza che è alla narrazione a cui facciamo riferimento non all'immagine vera e propria e che parole ed immagini non si equivalgono.
L’interpretazione dei sogni, così come per vicende vissute, fa parte a pieno titolo delle modalità in uso nella pratica filosofica della consultazione del Libro dei Mutamenti. Così come avviene nella psicoanalisi molti, tra cui il sottoscritto, preferiscono che la consapevolezza emerga dalla libera lettura degli esagrammi da parte del consultante, debitamente istruito dal consulente. Si tratta dunque di riflettere sulle libere associazioni, tra il sogno riportato e le parole e le immagini simboliche date dagli esagrammi, emerse durante i colloqui. Non è ovviamente questa l’unica modalità, l’I Ching è uno strumento di gran versatilità questa è forse la visione più occidentaleggiante: del tutto simile ad un Counseling.  

Breve storia dell’interpretazione dei sogni
La tradizione cristiana si interessa ai sogni in quanto manifestazione di uno spirito superiore, porta d'accesso per l'unica verità divina, costellata da apparizioni, premonizioni e guarigioni miracolose; almeno fino a che Papa Gregorio II ne proibì l'interpretazione connotandoli come messaggeri del volere di Satana giustificando le persecuzioni e la caccia alle streghe. Secondo il Corano  l'interpretazione dei sogni è la pratica divinatoria privilegiata per poter comunicare con il Dio: i sogni sono messaggi di Allah; coloro che interpretano sono figure di collegamento e mediazione fra Dio e gli uomini; con il dono e le capacità di decifrare i sogni e classificarli secondo tre tipologie: provenienti da Dio, dal demonio e legati alla materia (esclusivamente caratterizzate dalle sensazioni di chi sogna). Anche secondo il Talmud, il libro sacro ebraico, i sogni sono messaggeri divini che possono rivelare la parola di Dio, la tradizione ebraica però aggiunge un elemento nuovo all'interpretazione dei sogni: inizia a prenderne in considerazione la simbologia, anche sessuale, aprendo la strada ad alcuni concetti della futura psicanalisi, tra i quali la possibilità di interpretazione a livello oggettivo (quando i riferimenti sono alla realtà esterna del sognatore) o soggettivo (relativi all'interiorità di questi); oltre alla convinzione che un'insieme di sogni può svelare l'evoluzione di un problema. Per quanto riguarda il Buddismo invece, il sogno è visto esclusivamente come illusione della mente di cui parla il linguaggio segreto e narra le esperienze. Nello spiritualismo tantrico Buddista Tibetano del Libro tibetano dei morti, il sogno rappresenta un mezzo per allenare la mente al Bardo, il corpo illusorio della fase dopo la morte: secondo la Medicina Tibetana il sogno è un messaggero che facilita la diagnosi del rapporto corpo-mente; linguaggio dello spirito e della mente inconscia che rivela aspetti della mente sconosciuta alla persona e ricordi di vite passate e presenti. Si ritiene inoltre di poter attuare il controllo della mente attraverso il controllo dei sogni: ci si può preparare alla morte attraverso una similitudine tra il passaggio dalla veglia al sogno e le fasi immediatamente precedenti alla morte fisica. Lo sviluppo delle potenzialità di controllo mentale sul sogno, determinano lo sviluppo della coscienza.     
Passando adesso in rassegna l'interpretazione dei sogni da un punto di vista prettamente storico rimane costante l'idea, più o meno radicata, di una "missione mistica" del sogno: così è per gli egiziani che spiega nel Libro dei sogni ieratico, scritto nel 2052-1778 A.C. in caratteri ieratici (geroglifici corsivi), come un vero e proprio dizionario dei sogni, le immagini oniriche più frequenti. Concezione di base è che i sogni si dividano secondo due gruppi di sognatori: persone buone e persone cattive ed ogni suono o parola nel sogno indicasse un possibile significato. Il sogno era un modo per comunicare con i defunti o con le divinità; inoltre già si ipotizzava che specifiche immagini fossero la conseguenza del vissuto del sognatore, per cui l’interpretazione di un sogno doveva tener conto dello stato del sognatore. Altra civiltà con radicata cultura onirica è quella assiro-babilonese il cui libro di interpretazione dei sogni risale al 1728- 1686 a.c., pervenuto ai posteri su tavole d'argilla: il dio Zuqiqu era quello da invocare per ricevere sogni portatori di buona sorte, inviati da dei e defunti. I sogni erano classificati in relazione alle azioni quotidiane, cercando spiegazioni immediate, senza scomodare sentimenti o vissuti. L'importanza dei sogni risiedeva nelle capacità profetica e predittive. Di estrema importanza il sapere specialistico dell'interprete, capace di intendere i significati nascosti.   
Anche nell'Antica Grecia era presente una elevata considerazione dei sogni, emissari divini, figli di Gea. Omero rappresenta due porte dei sogni, una d'avorio per quelli significativi e l'altra di corno per quelli insignificanti. Per Platone sono espressione del mondo delle idee, portatori di desideri anche estremi che solo la persona cattiva tenta di realizzare. In ogni caso, sognare nell'antica Grecia era attività privilegiata per il suo potenziale terapeutico; esistevano delle vere e proprie "grotte dei sogni" dove venivano portate persone con malattie mentali, al fine di "inscenare" una morte rituale, con tanto di rinascita, quando, riportato fuori, alla luce, raccontava ai sacerdoti sogni e visioni utili a far percepire la realtà in modo diverso. In seguito all'incubazione dei sogni, poteva scorgersi una vera e propria rappresentazione teatrale di drammi individuali, reali o vissuti in sogno, da cui poteva scaturire nel sognatore-protagonista una sorta di psico-catarsi. L’incubazione dei sogni sollecita sogni utili, dimostrandosi strumento efficace nel risolvere problemi e nell'orientare il sognatore tra scelte importanti e/o su consigliare condizioni di vita migliori per la salute.         
Dare il giusto significato ai sogni consente di conoscere una parte del Sé generalmente ignorata. Proprio dal mondo greco ci si inizia anche a soffermare su di un aspetto esclusivamente fisico e naturale: vapori corporei precipitano nel cervello come risultato di stimoli corporei. Artemidoro segue sogni legati al passato, al presente e al futuro, e tenta nell’Onirocritica di ideare un vero e proprio metodo "scientifico", quanto più razionale ed al contempo intuitivo possibile, finalizzato a collegare realtà quotidiana e sogni, perchè i sogni dispieghino il loro potenziale per consentire al sognatore di gestire al meglio quella che sarà la realtà del giorno. Per Artemidoro, i sogni, sono il frutto del lavoro notturno della psiche che sembra voler indicare la strada migliore da percorrere, avendo sempre ben presente la realtà del sognatore. 
Aristotele, dalla sua visione razionale dell'anima che determina le funzioni del corpo senza trascenderlo, trae il suo pensiero sui sogni ritenendoli determinati dall'individuo, la cui manifestazione sembra andare dall'interno all'esterno, svelandone l'origine naturale e non divina. Nei sogni Aristotele ha constatato una ripetizione degli avvenimenti giornalieri e riteneva che sensazioni fisiche e corporee potessero far presagire l'insorgere di malattie, anche mediante la dimostrazione di una correlazione tra movimento dei bulbi oculari e sogni. Il grande apporto di Aristotele risiede dunque nell'aver considerato i sogni come espressione di un bisogno reale ed interno all'uomo. L'unico ruolo profetico che concede ai sogni è quello relativo alle apparizioni in punto di morte, nel momento in cui le facoltà razionali si intensificano, l'anima si raccoglie e la divinità può manifestarsi come pienezza ed espansione delle capacità razionali, esclusivamente circa la natura dell'animo umano. 
In seguito, durante l'Impero Romano si procede nel percorso di ridimensionamento della funzione oracolare dei sogni e della loro importanza, considerati esclusivamente come prodotti della fantasia o della rielaborazione mentale e fisica. Lucrezio nel De rerum Natura si concentra sull'aspetto fisiologico del sonno; limitando la funzione del sogno a mera riproduzione di episodi quotidiani: sfogo di ansie, passioni, pressioni. Tiberio emanò addirittura un divieto di consultazione degli interpreti dei sogni: chi ancora esercitava poteva farlo solo pubblicamente ed alla presenza di testimoni, temendo interpretazioni potenzialmente pericolose. Non badare ai sogni: ciò che la mente umana desidera, quando è sveglia lo spera, nel sogno lo vede realizzato. (Catone)  
In seguito, mentre in Occidente con l'avvento delle scienze naturali i sogni hanno perso man mano di valore, la tradizione dell’incubazione si è mantenuta in molte culture aborigene ed in pratiche sciamaniche di varie parti del mondo: sognare per guarire è sempre l'assunto di base. Le culture “oniriche” e sciamaniche utilizzano i sogni come mezzo per uscire dal corpo terreno, entrare in contatto con gli spiriti, guarire malattie, punire i nemici. L’incubazione del sogno ha anche, in questo tipo di culture, una funzione iniziatica nei riti di “passaggio”, ad esempio dall'adolescenza alla vita adulta.
Fatta questa premessa possiamo estrapolare alcuni punti di convergenza con l’I Ching e il loro utilizzo nell’interpretazione dei sogni.
  • I sogni come i responsi oracolari vanno interpretati, poiché è alla verità soggettiva che mirano e non alla Verità assoluta. Entrambi si esprimono con lo stesso linguaggio simbolico e metaforico. Imparare a decodificare il linguaggio simbolico contenuto nei trigrammi e nelle loro relazioni reciproche, costituite dai 64 esagrammi, equivale a saper comprendere anche la realtà dei sogni.
  • Entrambi i linguaggi e ciò che li sottende provengono dallo stesso luogo: quello che Jung chiama inconscio collettivo, sede delle simbologie archetipicamente condivise dall’umanità.
  • Tutte le esperienze storicamente documentate del passato hanno sentito l’esigenza di dover far affidamento ad un terzo ente che facesse da medium, per ovviare all’influenza della soggettività dell’operatore sull’autenticità dell’interpretazione: oracoli o esperienze di trance medianica.
  • L’I Ching inteso come uno strumento di consapevolezza e non di divinazione deve poter sollecitare gradualmente l’io dell’interrogante, rispettandone i tempi di elaborazione della coscienza. In questo senso l’oracolo non fornisce verità ma possibili realtà, così come nella moderna interpretazione psicoanalitica. L’intento dell’oracolo è quello di aprire uno spiraglio nella sensibilità verso la consapevolezza di sé e della propria realtà attraverso cui far passare contenuti nuovi e più profondi. Lasciarsi gradualmente influenzare vuol dire confrontarsi con l’alterità oppure rispecchiarsi in forme diverse. La comunicazione tra mondi diversi ma paralleli come quelli del simbolismo non può passare direttamente per il linguaggio della ragione. Le immagini fornite dall’oracolo nella lettura delle pagine di ogni esagramma così come la narrazione dei propri sogni sono un pre-testo per arrivare al vero testo: la narrazione della propria realtà.  La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro. Leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare. (Arthur Schopenauer)
L'interpretazione dei sogni è la strada maestra verso la conoscenza delle attività inconsce della mente. "Propizio è attraversare questa grande acqua", come riferisce l’ I Ching nell’esagramma 61: “La verità interiore”. Anche il Libro dei Mutamenti, come abbiamo già affermato, non mira alla Verità assoluta bensì alla verità interiore (non esclude però che dalla verità interiore si possa giungere all’Assoluta. Ma è così del resto che i Santi Saggi, scopritori dell’oracolo, giunsero alle grandi Leggi sul funzionamento dell’universo). L’esagramma parla di due componenti interne alla nostra mente: i pesci e i porci come di animali meno spirituali e quindi meno soggetti a qualsiasi influsso, e come di consueto al loro opposto nell’IMMAGINE pone il nobile, come colui capace di fare delle influenze, contenute anche nei sogni, lo strumento per mutare le proprie immagini della realtà. Ovviamente la base per una ottima interpretazione deve essere la costanza e la rettitudine. La parte nobile così influenzata è capace di far evolvere le nostre componenti mentali riottose alla consapevolezza. Questo processo di conduzione e influenza viene ben descritto nell’esagramma.
Riguardo alle influenze, e quindi anche alle influenze oniriche, che sono la via giusta per aver accesso all’animo, citiamo un periodo estrapolato dalla spiegazione de LA SENTENZA:
Bisogna prima liberarsi totalmente dai propri pregiudizi. Bisogna lasciare per così dire che la psiche dell’altro agisca su di noi in modo del tutto naturale. Così ci si avvicina interiormente a lui, lo si comprende e si ottiene potere su di lui: la forza della propria persona acquista influsso sull’altro attraverso una porta aperta.”
 Anche se abbiamo parlato di processi interiori, la stessa cosa vale per le influenze esterne come i sogni, o i sogni profetici. Ma parlare di esterno con i sogni in fondo non ha senso, neppure se volessimo parlare di particolari spiriti presenti nella cultura taoista, paragonabili a fantasmi: gli spiriti HUN, presenti proprio nell’elemento LEGNO, presente come trigramma nell’esagramma 61.
  Non abbiamo citato Freud che dei sogni è stato il massimo rappresentante dell’interpretazione per fini medico-scientifici. In suo onore preferiamo concludere l’articolo con una sua citazione.
“L'interpretazione dei sogni è la strada maestra verso la conoscenza delle attività inconsce della mente. I sogni cedono il posto alle impressioni di un nuovo giorno come lo splendore delle stelle cede alla luce del sole”.

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