IO SONO UN AFFIDABILE

I miei feedback:

lino.carriero

 

Categoria:
Estetista massaggi Roma

Floriterapia del Dr. Bach

La biografia di Eduard Bach ci permette di evidenziare alcune costanti , gia’ viste in altri naturopati, necessarie per poter acquisire quella particolare sensibilita’ tipicamente diversa da quella del  medico. Ci riferiamo all’ aver fatto esperienza della patologia in eta’ infantile e adolescenziale, all’ aver visto le difficolta’ dei ceti meno abbienti a fruire di cure complete da parte dello stato o dalla classe medica, e all’ aver intuito che l’ essere umano non ha bisogno solo di medicine per prendersi cura dei suoi stati patologici ma magari anche di un sostegno spirituale (parliamo di un epoca dove la psicoanalisi ancora non si conosceva), e infine l’ aspirazione di trovare un sistema semplice di diagnosi e cura per riequilibrare se stessi con la natura.

Eduard Bach nasce a Moseley, nei pressi di Birmingham, nel 1866, primo di tre figli. Nonostante la sua costituzione fisica delicata, il giovane Bach gia’ ebbe modo di riflettere confrontarsi con la condizione umana, facendo l’ apprendista nella fonderia di ottone che la sua famiglia  gestiva. L’ osservazione delle malattie fisiche e dei conseguenti conflitti psicologici e spirituali tra i suoi operai che non potevano permettersi una assistenza medica adeguata e il desiderio di aiutarli ad aiutare se stessi furono il punto di partenza della sua attivita’ futura di medico e naturopata.
Tra il 1906 e il 1913 si laurea in medicina  prende l’ abilitazione all’ esercizio medico, diviene responsabile del pronto soccorso dell’ ospedale dell’ University College, in seguito assistente del reparto di batteriologia e immunologia. Grazie a questa attivita’ riconosce le connessioni tra i ceppi batteriologici nell’ intestino umano e la comparsa delle malattie croniche e comincia a preparare una serie di vaccini da ceppi batterici intestinali. Nel 1922, in seguito a gravi problemi di salute, viene operato per un tumore alla milza, ma purtroppo con una prognosi di tre mesi di vita. Tuttavia fortemente in sintonia con il suo destino, vivra’ ancora altri ventiquattro anni , fermamente convinto di dover continuare le sue originali ricerche. Nel 1918 passa dalla medicina allopatica a quella omeopatica lavorando presso il London Homeopathic Hospital, dove ipotizza che la tossiemia intestinale da lui osservata sia identica al concetto di psora di Hahnemann . Continua a preparare vaccini come nosodi omeopatici, i cosiddetti nosodi di Bach, che egli classifica in sette gruppi a seconda della fermentazione sullo zucchero. Dopo aver trattato con successo centinaia di pazienti, Bach comincia ad associare ogni ceppo batterico a un determinato stato d’ animo, intuizione che fa di lui un autentico padre della psicosomatica. Il suo vero obiettivo sara quello di arrivare ad emettere diagnosi esclusivamente in base alle caratteristiche emotive e temperamentali.
Dal 1920 al 1930 a Londra apre un laboratorio a Crescent Park, uno studio in Harley Street e un consultorio per bisognosi a Nottingham Place. L’ osservazione approfondita delle componenti psichiche porta al riconoscimento intuitivo di determinate tipologie spirituali e modalita’ di reazione della natura umana: Bach ipotizza che gli uomini reagiscano alla comparsa delle malattie, a seconda della loro appartenenza a queste tipologie, in modo sempre uguale o perlomeno simile. Comincia a testare in modo omeopatico tre piante: Impatient, Mimulus e Clematis. Nel 1930, all’ apice della sua carriera di medico omeopata, Bach decide di vendere il suo studio londinese per dedicarsi completamente allo studio dei diversi tipi di personalita’ e alla ricerca delle corrispondenti piante curative. Si trasferi’ quindi nell’ intatto paesaggio del natio Galles, dove insieme alla sua assistente Nora Weeks comincia a scoprire dapprima quelle piante che chiama i dodici guaritori: dodici tipologie psicologiche anche corrispondenti alle caratteristiche psicologiche dei 12 segni zodiacali,  poi i quattro aiutanti e in seguito i restanti ventidue degli ormai famosi fiori di Bach. Abbandona anche il procedimento d’ estrazione omeopatico per postulare il nuovo metodo del sole; la formulazione del metodo da lui scoperto viene contenuta con una semplicita’ unica nel testo da lui scritto: Guarisci te stesso. Il metodo vuole che l’ energia dei fiori raccolta nella rugiada del primo mattino passi attraverso il calore solare nell’ acqua di raccolta così energizzata. Ma tale metodo era gia’ in uso presso gli alchimisti come questa illustrazione tratta dal Mutus Liber testimonia.

L’ illustrazione mostra l’ operazione (alchemica) dell’ estrazione della sostanza strizzando un panno intriso della rugiada primaverile: la presenza dell’ ariete e del toro segni primaverili lo testimonia, il tutto all’ interno delle inevitabili polarita’ macrocosmiche: il sole e la luna, e microcosmiche: l’ uomo e la donna.
Completata la serie delle essenze necessarie, a cinquant’anni nel 1936, tenne la prima conferenza a Wellinford, il 27 novembre dello stesso anno si spegne nel sonno.
I suoi collaboratori: Nora Weeks e Victor Bullen continuarono il suo lavoro fino al 1978 e nominano a loro volta gli attuali amministratori e custodi dell’ opera di Bach nel Bach Centre.
Chiunque voglia spiegare il pensiero di Bach, rischia di commettere l’ errore di complicarlo nel tentativo di spiegare e dimostrare cose che solo la purezza dell’ animo di Bach hanno concepito. E’ sufficiente infatti leggere il breve testo Guarisci te stesso per spazzare via qualunque velleita’ di ricondurre Bach in alvei vicini ad ambienti scientifici. Molti medici e psicologi pur attratti dal suo operato si affannano a voler dimostrare cose che solo l’ esperienza delle altezze spirituali possono far comprendere. La semplicita’ di Bach è veramente disarmante, egli esprime il linguaggio della natura e delle emozioni. Invece assistiamo oggi, per effetto della grande moda della floriterapia, a un proliferare di medici e psicologi che vogliono inquadrare per forza i fiori rigidamente in specifiche patologie. Dimenticano essi, semmai l’ avessero letto il motto di Bach:
“ Guarisci l’ individuo e non la malattia”
Riproporre il seguente passo sul concetto di malattia, tratto dall’ opera Guarisci te stesso, ci permettera’ di non aggiungere altro alla comprensione piu’ profonda della floriterapia di Bach.
“La malattia non potra’ mai essere curata ne alleviata con i metodi materiali finora adottati perche’ la sua origine non risiede nel materiale. Infatti cio’ che definiamo malattia è solo il risultato finale, a livello organico, dell’ azione bloccante di forze interne profonde. Anche quando una cura materiale da in apparenza dei buoni risultati, la sua azione non sara’ che di sollievo momentaneo se non verranno identificate ed eliminate le vere cause. L’ attuale tendenza della scienza medica ha enormemente aumentato la potenza della malattia, perche’ ha erroneamente interpretato la sua vera essenza e l’ ha ridotta a manifestazioni organiche percepibili solo materialmente. Dato che quindi viene distolta l’ attenzione dalle vere cause della malattia, non vengono neanche intrapresi adeguati sforzi per eliminarle.  Limitandosi a considerare la malattia in modo meramente organico viene diminuita la speranza di una guarigione definitiva, e anzi viene creato un eccessivo potenziale di paura della malattia. Poiche’ la malattia è per essenza il risultato di un conflitto tra il nostro Io Superiore e la nostra personalita’ verra’ veramente e definitivamente sbaragliata solo attraverso uno sforzo mentale e spirituale. Cure dirette esclusivamente alla sfera organica possono dare come esito solo un’ aggiustamento superficiale del danno, ma non la guarigione, poiche’ le cause della malattia permangono e possono tornare a manifestarsi in qualsiasi momento.
Una guarigione apparente puo’  addirittura essere dannosa, poiché nasconde alla vista la vera causa della malattia. E mentre il paziente è felice della salute apparentemente ritrovata, la causa della malattia, non considerata, puo’ aggravarsi”.
Secondo Bach il naturopata del futuro sapra’ di non possedere di per sé la forza guaritrice, ma se dedichera’ la sua vita al servizio del suo prossimo e studiera’ la natura umana così a fondo da comprenderne almeno il senso, gli si potra’ svelare la vera sapienza che sola puo’ guarire le persone. Comprendera’ che la salute, cosi’ come la vita, proviene da Dio come affermava Paracelso; il medico, infatti, e i mezzi di cui dispone sono solo strumenti del piano divino, o del Sé come direbbe Groddek, e servono a riportare il malato nell’ ordine della legge universale. Le terapie dovranno trasmettere al malato essenzialmente la fede e la speranza di una Via trascendente alla guarigione intesa come via di salvezza per non persistere nella confusione e nel disordine dell’ ignoranza e del dolore.
Una via tutta particolare è stata quella intrapresa dal tedesco Dietmar Kramer, al quale va riconosciuto il merito di aver formulato un ambizioso piano teorico per la floriterapia, fondendo la visione energetica della medicina tradizionale cinese e la visione spirituale della naturopatia con la psico-dinamica della moderna psicologia. Ne risulta di conseguenza una nuova logica terapeutica che coinvolge l’ agopuntura, la cromoterapia e l’ astrologia come egli spiega nei suoi tre volumi che compongono il suo testo base: Nuove Terapie con i Fiori di Bach.
Kramer nasce in Germania nel 1957, il suo rapporto con l’ essere umano emerge fin da giovane con potenti doti di sensitivita’. Pur avendo intrapreso un corso di fisica, lo abbandono’ desideroso di aiutare il prossimo divenendo naturopata. Dal 1983 al 1989 è stato docente alle scuole di naturopatia di Wurzburg e di Francoforte. Attualmente tiene seminari sul suo metodo, e oltre al testo gia’ citato ha pubblicato nel 1989 Omeopatia.
La grande originalita’ teorica di Kramer sta principalmente nell’ aver abbinato dodici fiori di Bach: i dodici guaritori, che chiamera’ Fiori di comunicazione, con i dodici meridiani dell’ agopuntura. Ai suddetti fiori ha legato i restanti in triplette creando cosi’ dodici binari, che possiamo distribuire nella ruota mandalica detta del Re Wen dei cinque movimenti-elementi. Nelle tabelle seguenti si possono vedere le corrispondenze tra i fiori e i binari e tra i binari e i cinque elementi.

Tabella dei binari denominati dal rispettivo fiore di comunicazione.

Relazione tra i binari e gli elementi.

Queste particolari connessioni di fiori ricalcano il tracciato di percorsi psichici legati ai vissuti emotivi partendo dalle superfici piu’ sintomatiche per arrivare alle profondita’ causali. Vengono cosi’ fatti risaltare con estrema precisione quei meccanismi di difesa che nascondono le vere cause e che possono governare negativamente tali percorsi o attitudini. Questi meccanismi vengono analizzati nella loro dinamica energetica di rimbalzi ciclici tra forze in conflitto di tipo yin e yang. L’ originalita’ terapeutica sta nell’ intervento su tali meccanismi, rappresentati dai fiori detti di compensazione e decompensazione, per poi approdare all’ autentico stato profondo e causale dello squilibrio delle polarita’. Perche’ per Kramer , in perfetto accordo con l’ energetica cinese, la malattia è il prodotto dello stato alterato della Via equilibrata tra le polari mutazioni dei cinque elementi, vissute all’ interno e all’ esterno dell’ essere umano.
L’ interdipendenza, anzi la continuita’  tra cio’ che chiamiamo interno ed esterno al corpo, sia in senso biologico che psicologico è il presupposto irrinunciabile per la logica del pensiero di Kramer, che da senso anche alla necessita’ dell’ intervento astrologico. Ma questa è la vera dimostrazione di come si possa fare della moderna naturopatia, con arricchimenti interdisciplinari,  pur utilizzando teorie e strumenti antichi come il senso del destino e l’ astrologia, come ci ha insegnato Paracelso e abbiamo fatto e continueremo a fare per millenni perche’ questa è la nostra ricchezza (se la si vuol comprendere), sensa complessi d’ inferiorita’ con altre discipline, perche’ diversamente non puo’ essere concepita la Naturopatia.
    Kramer estrapola dai 38 fiori di Bach cinque essenze che chiamerà fiori esteriori, che determinano quegli atteggiamenti negativi dinamicamente causati da fattori esterni ( traumi, iperinfluenze, stress, situazioni fortemente responsabilizzanti), rispetto ai 33 rimanenti che chiamerà fiori interiori. I fiori esteriori che sono: Star of Bethelem, Walnut, Aspen, Elm e Gorse agiscono come gli spiriti cinesi Hun, Po, ecc. che gli corrispondono e caratterizzano l’ esterno dei cinque mutamenti-elementi. I  fiori interni sono raggruppati per triplette in binari che prendono il nome dal fiore di comunicazione. Tale fiore di base della personalita’ corrisponde al modo con cui facciamo esprimere le nostre qualità tra il Sé da un lato e il mondo esterno dall’ altro, quali: la gioia , il coraggio, l’ umilta’, la volontà, ecc. o invece reagiamo al mondo se la comunicazione con il Sé è bloccata esprimendoci con paura, confusione, indecisione, sfiducia, tristezza, ecc. Poiche’ queste negativita’ ci impongono un faticoso lavoro sulla nostra consapevolezza, ecco che spesso è piu’ allettante illusoriamente compensare con un atteggiamento opposto, seguendo la legge dello yin e dello yang, tipo obbedienza vissuta come servilismo (fiore di comunicazione yin: Centaury), rimossa poi con ribelle animosita’ (fiore di compensazione yang: Holly). Se infatti la persona non ha imparato l’ insegnamento dell’ esperienza del fiore di comunicazione, puo’ preferire alla consapevolezza una compensazione parzialmente efficace della sua specifica carenza. Ma un tale stato dopo aver per un po’ alleviato il sintomo energetico, il disagio psicologico, muta in direzione decompensante opposta; in questo caso nel senso di colpa, (fiore di decompensazione yin: Pine) per la ribellione espressa con lo stato Holly. Poiché nessuno di questi stati esprime una vera sintonia con il Sé , qualora il destino avesse previsto per noi una vita al servizio del prossimo, tutto cio’ rappresenta solo una vana e circolare fuga della persona in balia di eventi che non vivra’ mai come propri e da cui sara’ impegnato energeticamente a difendersene come appunto si fa con i fantasmi.
Il pensiero di Kramer non va assolutamente confuso con una qualunque teoria comportamentista e relazionale, poiche’ la disfunzione si esprime nel comportamento e a carico dei territori corporei percorsi da meridiano corrispondente, e l’ obiettivo terapeutico non si limita a un miglioramento solo sull’ asse orizzontale delle relazioni interno-esterno, individuo-societa’, ma anche e soprattutto in quello verticale della consapevolezza Io-Sé.
Un altro buon esempio che evidenzia come un binario di fiori possa ricalcare l’ azione dinamica tipica di uno stato agito da un cosiddetto meccanismo di difesa: in questo caso la negazione, può essere quello rappresentato dal binario del fiore Schlerantus.
Sul mandala cinese degli elementi-movimenti, Kramer posiziona il fiore di comunicazione Schlerantus (insieme al binario di Impatient) nell’ elemento Legno. Questo elemento nella M.T.C. viene chiamato il generale, perché rappresenta la capacità d’azione e la decisione rapida. Nello stato negativo Schlerantus esprime appunto l’ indecisione tra possibilità anche e soprattutto opposte. Lo stallo decisionale che ne consegue ( con ricadute fisiche sui territori attraversati dal meridiano del fegato) può far emergere i meccanismi di difesa della rimozione e della negazione del problema, restringendo la realtà ad una porzione sicura e limitata ma allo stesso tempo rigidamente mantenuta. Posizione questa tipica dello stato successivo a Schlerantus determinata dal fiore di compensazione di Rock Water vissuto negativamente. In realtà il problema non tarderà molto a riemergere in tutta la sua urgenza, ricomparendo all’ inizio in altri ambiti: in quello spirituale attraverso simboli onirici, in quello mentale con fobie ossessive e sul piano fisico con sintomi ipocondriaci (spesso allergie cutanee ). Queste manifestazioni ci indicano chiaramente che siamo passati allo stato del terzo fiore del binario: il fiore di decompensazione di Crabe Apple. L’ oggetto così rimosso riemergerà simbolicamente come materiale inaccettabile ma apparentemente controllabile, come lo sono le fobie con i loro investimente oggettuali sulla polvere, lo sporco, gli insetti, ecc. La situazione andrà così avanti, secondo Kramer, finquando il soggetto non sarà costretto a ritornare a capo del binario, e riesaminare la problematica per far evolvere la situazione e la consapevolezza, e per evitare di rimanere invischiato nella coazione a ripetere il processo del binario.
Il disturbo osservato va quindi trattato come la chiave per aprire la porta del senso del nostro destino, ma anche per evitare che l’ elemento disturbato danneggi altri elementi secondo le leggi del ciclo di distruzione della M.T.C., non si tratta quindi di un  intervento di  psicoterapia come potrebbe apparire, ma di moderna naturopatia.
Molti psicologi e medici comunque hanno voluto intersecare la floriterapia nelle psicoterapie e molto diffusi sono i manuali diagnostici dei fiori legati alle patologie, un’ esponente molto famoso di questa tendenza meno ortodossa è il medico spagnolo Ricardo Orozco .
Orozco, laureatosi in medicina nel 1982, ha scelto di seguire la strada della naturopatia specializzandosi nella chiropratica , nello shiatzu e nella M.T.C. Occupandosi dal 1990 di floriterapia, insieme ad un gruppo di terapeuti fonda un centro: il Sedibach di Barcellona.  Ad Orozco si da’ il merito di aver esplorato nuovi orizzonti terapeutici con i fiori di Bach, soprattutto sull’ uso esplicitamente piu’ sintomatico dei rimedi, miscelati in creme per l’ uso topico. Sulla scorta di pur stringate indicazioni terapeutiche dello stesso Bach, il quale ricordiamo preparo’ l’ unica sua crema detta: Rescue Cream, egli prepara due nuove creme, e da le indicazioni per preparazioni personalizzate. Dobbiamo ricordare che anche Kramer ha sviluppato l’ uso delle creme e delle compresse cutanee da applicare sul corpo che egli ha compreso in una mappa zonale cutanea.
Anche Orozco riprende i dodici guaritori che chiama Fiori Tipo, cui fa seguire delle possibili catene di piu’ fiori che chiama Estensioni, che possono sembrare forse piu’ fluide delle triplette krameriane, come si potrà osservare nella seguente tabella .